Osservatorio etimologico: Desiderio

Notte stellata_VanGogh
De sterrennacht, Vincent van Gogh – 1889, Museum of Modern Art, New York

Mi sento quasi in dovere di aprire questa nuova avventura, dedicando la giusta attenzione alla parola più importante che fino ad oggi abbiamo incontrato in questo contenitore digitale.

Parliamo dunque del sostantivo desiderio.

Più volte ho speso ampie parole nel sottolineare come un desiderio sia davvero autentico, laddove abbracci un moto interiore molto vasto, che ho spesso definito come una tensione. Ebbene, questa descrizione non è proprio casuale e può essere spiegata attraverso l’origine latina del termine.

Desiderio è una parola composta: de (privativo) + sidera (stelle).

Letteralmente significa distogliere lo sguardo dagli astri celesti: far cadere lo sguardo dalle stelle.

In soccorso a questa affascinante definizione, giungono due fatti pratici.

Il primo lo conosciamo tutti. Durante la notte di San Lorenzo, la tradizione ci dice di osservare la caduta delle stelle in cielo. Qualora avessimo la fortuna di cogliere uno di questi eventi, avremmo la possibilità di esprimere un desiderio. Un desiderio segreto.

Ora, chiunque da bambino abbia guardato le stelle ogni estate, di certo non ha mai considerato l’idea di buttare uno dei suoi desideri su questioni bieche o banali. Della serie “Vorrei che mia mamma mi comprasse un gelato domani”, anche perché la mamma ce lo comprava comunque. Pertanto, quel desiderio era sempre molto importante per noi. Oserei dire, tanto importante da essere quasi irrealizzabile.

Ora però arriviamo alla storia vera, a partire dalla quale si è accresciuta la nostra tradizione.

I soldati romani, al termine della battaglia giornaliera, sostavano sul ciglio delle loro tende in attesa del rientro dei propri compagni. Dal momento che erano soliti attendere al di sotto della volta stellata, furono detti Desiderantes.

Allora da questi esempi emergono almeno un paio di considerazioni importanti.

In primo luogo, il desiderio indica uno scarto fra il piccolo uomo e l’immensità dell’universo: il de privativo ricolloca l’uomo nel ruolo minuto che gli compete, generando quella naturale sensazione di smarrimento.
L’uomo si sente un’inezia di fronte al tutto. Ed è proprio grazie a tale consapevolezza, che egli può permettersi di andare oltre.
In sostanza, sotto le stelle ci sentiamo finalmente pieni, poiché possiamo partecipare della grandezza del tutto.

Da questo senso di pienezza nascono però i primi problemi. Il desiderio infatti diventa questione di vita o di morte. Non dobbiamo pensare al desiderio come ad una scampagnata nel bosco.

La gente vive o la gente muore, e io non posso far altro che attendere? Tragico gioco.

Ebbene, il desiderio di ricongiungimento con l’intero dell’universo passa necessariamente attraverso la sofferenza di non poter riuscire nell’impresa.
Spiace dirlo, ma bisogna rendersene conto. Abbracciare un desiderio sincero, significa non vederne mai il compimento definitivo.

Tuttavia, almeno ci è concesso di essere sempre in viaggio.

In questo senso il desiderio è quel divenire che travolge se stesso al quale mai si dovrebbe rinunciare.

Simone

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5 pensieri riguardo “Osservatorio etimologico: Desiderio

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