Leggere: il problema del DOVE

Prima di iniziare il nostro percorso letterario, ci terrei a chiarire subito il cuore della questione.
In questo spazio si parla di lettura. È davvero possibile che un articolo di giornale, un saggio, un romanzo, un racconto o addirittura una poesia, abbiano un impatto concreto sulla nostra vita? E per concretezza, mi riferisco alla bellezza di guidare le nostre scelte, di sconvolgere i punti di vista.

Se questa possibilità esiste, il lettore deve predisporsi ad un dialogo con la parola scritta. Ma come fare?

Sembrerà banale. Ma il primo vero fattore da tenere in considerazione se si vuole leggere sul serio, è l’ambiente che ci circonda. Dunque per il momento vorrei concentrarmi su questo. Più avanti ne tireremo in gioco degli altri.

Ora, il luogo nel quale ci posizioniamo col nostro bel libro aperto, e soprattutto la realtà che ci avvolge in quel momento, sono fondamentali.

Ecco quindi qualche consiglio per iniziare con il piede giusto:

  • Non restare a casa. La ragione è molto semplice, davvero. Nel momento in cui ti sdrai sul divano in salotto, distendi i tuoi arti inferiori e riponi un morbido cuscino dietro la testa, la tua eventuale concentrazione sta già calando in favore di un mistico viaggetto fra le braccia di Morfeo. E anche ipotizzando che tu sia un tenace combattente, (ce la stai mettendo davvero tutta), non appena apri il libro, accadono le seguenti cose. Se hai un fratello, si siede accanto a te e accende l’X-Box. Se hai una madre, alza il fuoco in cucina per friggere le cotolette. Se hai un marito, dall’altra stanza comincia a gridare ipotesi su bollette non pagate.
    Leggi niente così.

  • Piuttosto, scegli un luogo fuori di casa e tornaci con regolarità. L’atto di uscire di casa crea anche uno scopo: stai andando al bar Chicchirichì perché in quel luogo (e solo in quello) puoi leggere. Doversi fisicamente spostare, obbliga anche a preparare uno zaino che contenga i libri. Ma se devi scegliere un libro da portare con te, magari ti ricordi anche di prendere un quaderno e delle penne per gli appunti e così via. L’obiettivo adesso si è ben concretizzato non solo nella tua mente, ma anche nelle tue azioni.

  • Taglia (momentaneamente) qualunque rapporto con i tuoi affetti. Sbarazzarsi del luogo-casa, non significa essere immuni ai contatti digitali con parenti e amici. Pertanto se sei un figlio, per quell’ora che dedichi alla lettura tu sei un orfano, solo e abbandonato. Se sei una moglie, mi dispiace, ma hai divorziato. Se sei un padre, sei un padre imperdonabile. Nel bar Chicchirichì non esiste connessione internet, non c’è copertura di segnale, sei irrintracciabile.

  • Ultimo consiglio. Scegli un luogo nel quale, ogni giorno, si verifica esattamente ciò che anche tu hai deciso di fare. Ad esempio, il bar Chicchirichì potrebbe essere il caffè della libreria del tuo paese. La gente va in quel posto perché vuole leggere. Le persone in quel posto leggono. Così magicamente lo farai anche tu.

Ecco, questi sono punti di partenza fondamentali. Ti ci ritrovi? O magari hai abitudini differenti?

Qualunque suggerimento per la comunità, è sempre ben gradito.

A presto,
Simone

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Che cos’è Recinti?

Buongiorno navigatori,

Vorrei avviare questo contenitore digitale chiarendo le mie intenzioni.

Recinti è una guida alla lettura.

Tuttavia: non farò recensioni di opere, non stilerò schede critiche, non mi lamenterò della spazzatura in cima alle classifiche di vendita.

Recinti nasce dall’idea di condividere il mio percorso di lettore.

Che cosa significa leggere, ma farlo per davvero?
La lettura è un itinerario imprescindibile, con risvolti pratici (intendo dire concreti, cioè che si possono toccare con mano) nella vita di tutti i giorni.

Ad una guida sul mio percorso di lettore, affiancherò un diario letterario contenente le mie riflessioni.
Un buon lettore dovrebbe sempre scrivere sopra ciò che legge: questo è il punto di partenza per sviluppare una coscienza critica.

Riassumendo, nella mia pagina potete trovare le seguenti sezioni (al momento, per ovvie ragioni, vuote): 

  • Guida alla lettura critica;
  • Le molteplicità apparenti, ovvero il mio diario;
  • Un dizionario di neologismi: a volte mi capita di inventare delle parole senza nemmeno saperlo, e immagino capiti anche voi.
    (ma si riempiranno presto)

Per iniziare, mi piacerebbe davvero che questa iniziativa invogliasse il vostro cervello a muovere mani su tastiere.
Quindi non vedo l’ora di ricevere commenti, precisazioni, spunti di riflessione e soprattutto di ascoltare il vostro parere.
Digitate gente!

Tornerò presto con il primo capitolo di questa nuova avventura.

A presto,
Simone